Donne che portano i pantaloni: questo è il filo che lega le varie immagini. Non solo per comodità, ma anche a testimonianza dello spirito pionieristico di venti donne dell’Euregio, testimoni di donne che si fanno strada che andando oltre il pensiero collettivo intraprendono sentieri non battuti e a volte accidentati.
Sfogliate le immagini. Vi sembreranno foto normali, che rappresentano la nostra quotidianità. Chi di noi non ha visto una donna in jeans, in sella ad una bicicletta o al volante di un’automobile. E quante volte, in treno, autobus o tram abbiamo una donna conducente?
Per arrivare alle donne in jeans che sfrecciano lungo l’autostrada a bordo di un’automobile, dobbiamo fare un salto nel passato. Era il lontano 1869 quando Eugène Meyer inventò il biciclo. L’antenato della biciletta è ormai entrato negli annali, con la sua grande ruota anteriore e la piccola ruota posteriore. Fu proprio quel veicolo in acciaio a dare il via ad una vera e propria “gara verso il futuro” tutta al femminile. Nel 1890 fece battere i cuori delle cicliste e permise di violare il tabù: Donna & Gonna. Via la gonna e via libera invece alle culottes. Indossare delle culottes ora, significa seguire la moda, allora invece voleva dire non avere accesso ai ristoranti o agli alberghi.
Seguendo sempre il motto “Chi porta i pantaloni?” arriviamo alla conducente del tram. Il tram fece la sua entrata al Merano nel 1908 e vi rimase fino al 1956. Ma chi lo conduceva? Durante la Prima Guerra Mondiale, con gli uomini al fronte, le donne intrapresero nuove carriere, sostituendosi alla forza lavoro maschile, anche come conducenti di tram.
Ma progresso vuole anche dire velocità e ai tram si sostituirono le automobili. Quanti di voi hanno visto la sposa scendere da una berlina davanti alla chiesa? Nel 1926 a Terlano questa era una vera e propria rarità. Ecco Paula von Campi al volante di una Bugatti a Terlano.
Ecco quindi spiegato perché ora è normale vedere una donna in jeans sfrecciare lungo l’autostrada, perché a discapito di quello che si può pensare la storia dei pantaloni e dei motori è anche femminile