Alcuni sviluppi ingegneristici come la costruzione della ferrovia, oltre alla crescente industrializzazione portarono ad una vivace migrazione lavorativa dal Trentino al Tirolo del Nord.
I lavoratori e le lavoratrici di madrelingua italiana trovarono dei posti di lavoro nelle fabbriche tessili, nelle miniere, nel servizio dei Bacini Montani oppure come domestici e domestiche. Ma la lista non si ferma qui: tra loro troviamo anche impiegati, studenti e artisti. Fino alla Prima Guerra mondiale la percentuale della popolazione italiana presente ad Innsbruck è cresciuta del 18%. Politici filo-tedeschi ritenevano di dover mettere in guardia dall’ “italianizzazione” del Tirolo. I problemi sociali vennero formulati sotto forma di conflitti linguistici ed etnici: la lingua italiana venne svalutata. Il culmine venne raggiunto con i “Fatti di Innsbruck”. Gli scontri tra gli studenti di lingua italiana e tedesca causarono persino un morto. La mostra racconta un capitolo poco conosciuto della storia del Tirolo e racconta la storia dell’italiano in questa realtà.